Accoglienza delle donne vittime di violenza

L’Ospedale di Erba nella rete provinciale antiviolenza di Como: percorso di accoglienza e protezione

L’Ospedale di Erba garantisce alle donne vittime di violenza un percorso di accoglienza codificato, attivo 24 ore su 24 attraverso il Pronto Soccorso generale, pediatrico e ostetrico-ginecologico. La struttura è parte attiva, da anni, della rete provinciale antiviolenza e per l’ospitalità delle donne del territorio comasco, il cui Ente Capofila è il Comune di Como, e partecipa ai tavoli istituzionali per la stesura delle linee guida sulla presa in carico, con particolare attenzione alle procedure ospedaliere. Il 17 novembre 2023, presso il Comune di Como, l’Ospedale ha sottoscritto il protocollo provinciale aggiornato alle più recenti modifiche legislative.

L’accoglienza come primo strumento di cura

Legittimare la sofferenza della donna, permettendole di dare voce al dolore, alla rabbia e all’umiliazione, è il primo passo del percorso. Altrettanto importante è far percepire che all’interno della struttura ospedaliera ci sono professionisti che possono e vogliono aiutarla, e di cui è possibile fidarsi.

Il primo accesso avviene di norma dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Erba. In triage viene assegnato un codice azzurro — urgenza differibile, con attesa massima di 60 minuti — oppure un codice arancione — urgenza indifferibile, con attesa massima di 15 minuti: una scelta che riconosce la rilevanza della situazione e garantisce la visita in tempi rapidi.

Per rafforzare questo percorso, nell’aprile 2023 un gruppo di operatori sanitari dell’Ospedale ha completato il corso di formazione dedicato all’accoglienza in Pronto Soccorso delle donne vittime di violenza, alla luce delle linee guida della rete territoriale antiviolenza di Como.

Come funziona la presa in carico

Accanto a medici e infermieri, la donna può richiedere — esprimendo il proprio consenso — l’intervento e il supporto dell’assistente sociale ospedaliera.

Il colloquio medico si avvale della scheda di rilevazione della violenza, strumento predisposto dal tavolo istituzionale provinciale, che consente di valutare il livello di rischio e di raccogliere informazioni complete su lesioni fisiche e traumi psicologici. Un passaggio essenziale è l’identificazione dell’autore della violenza: permette di verificare l’esistenza di segnalazioni precedenti e di monitorare eventuali accessi ripetuti della vittima nello stesso o in altri Pronto Soccorso.

Trasmissione all’autorità giudiziaria

  • Prognosi superiore a 20 giorni: gli operatori del Pronto Soccorso trasmettono la scheda di rilevazione e il verbale all’autorità giudiziaria competente, indipendentemente dalla volontà della donna.
  • Prognosi pari o inferiore a 20 giorni: la documentazione può essere inviata all’autorità giudiziaria solo con il consenso della donna.

Quando il rischio è elevato

Se dal colloquio medico o con l’assistente sociale emerge un rischio elevato per la sicurezza personale e l’impossibilità di rientrare al domicilio, in collaborazione con le Forze dell’Ordine si valuta l’accoglienza temporanea in un reparto di pertinenza. In alternativa, si attivano la struttura di pronto intervento provinciale e il servizio sociale territoriale per il collocamento presso i centri antiviolenza del territorio, tra cui Telefono Donna Como (031 304585).

Quando non sussiste un rischio immediato, la dimissione con rientro al domicilio è accompagnata dalla proposta di contatto con il centro antiviolenza o con il servizio sociale ospedaliero per un colloquio ambulatoriale.

Un dolore non solo fisico

Circa il 95% delle persone che accedono in ospedale per un episodio di violenza domestica è una donna.

Le conseguenze clinicamente evidenti comprendono traumi al volto, lesioni agli arti superiori da torsione o da trauma diretto ed ecchimosi diffuse. Accanto alla violenza fisica e sessuale, però, le donne subiscono spesso violenza psicologica ed economica: umiliazione, svalorizzazione, controllo e intimidazione, fino alla privazione o limitazione dell’accesso alle proprie risorse economiche o a quelle familiari.

Il ruolo dell’Ospedale: accogliere, valutare, proteggere

L’Ospedale accoglie la donna, valuta le lesioni, adempie agli obblighi di segnalazione all’autorità giudiziaria e garantisce l’accudimento in reparto nelle prime 24 ore, in attesa che l’assistente sociale individui una collocazione protetta.

Attraverso l’assistente sociale ospedaliera vengono costruiti percorsi protetti per la donna e per gli eventuali figli minori, orientati a una tutela che si sviluppi fuori dal contesto ospedaliero — necessariamente temporaneo — tramite case di accoglienza o soluzioni transitorie presso parenti e persone di fiducia.

Il Pronto Soccorso è il luogo fisico in cui le donne trovano rifugio e assistenza: questo rende l’Ospedale un osservatorio privilegiato e un punto di coordinamento per la gestione dei casi. Offrire protezione reale, però, richiede il dialogo costante con Forze dell’Ordine, pronto intervento provinciale e centri antiviolenza.

Due Bollini Rosa per l’Ospedale di Erba

I Bollini Rosa sono il riconoscimento attribuito dal 2007 da Onda — Fondazione Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere agli ospedali italiani “vicini alle donne”, cioè alle strutture che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili.

All’Ospedale di Erba sono stati riconosciuti due Bollini Rosa, non solo per l’approccio sensibile e donna-centrico alle patologie ginecologiche, oncologiche ed endocrinologiche, ma anche per servizi come il percorso codificato di assistenza alla paziente — e ai figli minori — vittima di violenza di genere e la presenza di figure professionali dedicate, prima tra tutte l’assistente sociale ospedaliera.

L’attività del percorso antiviolenza: i dati 2022-2023

Anno 2022

  • 40 donne transitate dal triage del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Erba con dichiarazione di violenza di genere e applicazione delle linee guida ospedaliere
  • 13 accolte nei Reparti di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria per costruire progetti personalizzati di tutela con la rete territoriale
  • 8 hanno accettato un progetto condiviso di messa in protezione, grazie alla collaborazione tra servizio sociale ospedaliero, Forze dell’Ordine, servizi sociali comunali e pronto intervento comunitario

1° gennaio – 31 ottobre 2023

  • 35 donne accolte in Pronto Soccorso con dichiarazione di violenza di genere
  • 8 hanno proseguito il ricovero nei Reparti di Ginecologia-Ostetricia o di Pediatria
  • 4 hanno scelto il collocamento in protezione presso la rete dei servizi