Spirometria: cosa è e quando serve

La spirometria è il test respiratorio più comune, semplice e non invasivo: misura quanta aria una persona riesce a inspirare ed espirare e con quale velocità, ed è uno degli strumenti principali per diagnosticare e monitorare le malattie dell’apparato respiratorio. Lo spiega la dott.ssa Elisa Bianchi, pneumologa dell’Ospedale di Erba, intervistata da La Provincia nella rubrica Salute e Benessere.

Nell’articolo la specialista distingue la spirometria semplice – che quantifica l’aria mobilizzata con il respiro e ne misura la velocità, individuando eventuali restringimenti delle vie aeree – dalla spirometria globale, che misura anche il volume totale di aria contenuta nei polmoni e la loro capacità di espandersi. A questi esami si affiancano la valutazione della diffusione del monossido di carbonio (DLCO), che verifica quanto efficacemente l’ossigeno passa dai polmoni al sangue, il test di broncodilatazione, ripetuto dopo somministrazione di un farmaco broncodilatatore in presenza di ostruzione, e il test di broncoprovocazione, utile quando si sospetta un’asma non evidenziata dagli esami precedenti.

Le principali indicazioni indicate dalla pneumologa sono la diagnosi, il monitoraggio della funzionalità polmonare e la valutazione complessiva della salute respiratoria: screening dei soggetti ad alto rischio, valutazione del rischio preoperatorio, definizione della prognosi, controllo della risposta ai trattamenti e sorveglianza di chi è esposto ad agenti dannosi. L’esame può inoltre servire per ricerca e studi clinici, indagini epidemiologiche e rilascio dell’idoneità sportiva agonistica. Perché i risultati siano attendibili, sottolinea la dott.ssa Bianchi, è indispensabile un’anamnesi accurata su precedenti clinici, abitudini (compreso il fumo) ed esposizioni ambientali o professionali.

RASSEGNA STAMPA

Spirometria e test respiratori: cosa sono e quando sono necessari | La Provincia di Como — 5 agosto 2026, pag. III — Salute e Benessere

SALUTE&BENESSERE – Dott.ssa Elisa Bianchi